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La plastica è per sempre

2025-12-20 20:15

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sos impatto ambientale, inquinamento, microplastiche,

La plastica è per sempre

Giornata Mondiale della Terra

 

 Giornata mondiale della Terra

 

 

Oggi, 22 aprile, segna la Giornata Mondiale della Terra, un momento cruciale per riflettere sull’impatto che abbiamo sul nostro pianeta e su come possiamo agire per proteggerlo. Quest’anno, il tema è "Planet Vs Plastic", un richiamo all’azione contro uno dei più grandi nemici della natura: la plastica.

La plastica è ovunque, dalla confezione del cibo che mangiamo alle bottiglie d’acqua che beviamo. Ma la sua comodità ha un prezzo elevato. Ogni anno, centinaia di migliaia di tonnellate di plastica finiscono nei nostri oceani, minacciando la vita marina e, in ultima analisi, la nostra stessa esistenza.

L’Europa si sta riscaldando più rapidamente rispetto alla media globale, e l’Italia contribuisce direttamente al 15% delle plastiche che inquinano i nostri mari e oceani.

 Questa Giornata della Terra ci chiama a un impegno collettivo per ridurre del 60% le plastiche entro il 2040 e eliminare la plastica monouso entro il 2030.

La plastica è entrata nelle nostre economie innovando interi settori e migliorando la vita a cinque generazioni di persone, ma ora ci troviamo ad affrontare il problema di come smaltirla e come sostituirla con materiali biodegradabili dove possibile.

La rivoluzione della plastica ha avuto inizio nel XIX secolo, con la creazione della celluloide da parte di John Wesley Hyatt nel 1869, che segnò la nascita dei primi oggetti in plastica. È però nel XX secolo che la plastica ha veramente trasformato la nostra economia e società.

Negli anni '50 e '60, l’innovazione nel campo della plastica ha raggiunto nuovi picchi, con l’introduzione di materiali come il polipropilene e il polietilene ad alta densità, che hanno ulteriormente ampliato le sue applicazioni. Questi sviluppi hanno portato a un aumento esponenziale della produzione di plastica da:

1,5 milioni di tonnellate nel 1950 a quasi 300 milioni di tonnellate oggi.

Non possiamo ignorare la minaccia silenziosa delle microplastiche, particolarmente pericolose perché spesso invisibili a occhio nudo. Uno studio condotto in Italia ha rivelato che il 35% dei pesci e degli invertebrati nel Mar Tirreno centrale aveva ingerito microplastiche1. Questo significa che, anche se non mangiamo direttamente la plastica, essa entra nella catena alimentare e arriva fino a noi attraverso i pesci che consumiamo regolarmente, come le acciughe e gli sgombri.

Non meno preoccupante è l’inquinamento da plastica nei suoli. I frammenti di plastica si disgregano e si infiltrano nel terreno, diventando microplastiche che sono difficili da eliminare e che possono causare danni alla biodiversità vegetale e animale2. Questo problema è particolarmente grave in quanto il suolo è un elemento fondamentale per la nostra sicurezza alimentare e per la salute degli ecosistemi.

Mentre celebriamo la Giornata Mondiale della Terra, è essenziale ricordare che ogni pezzo di plastica mai prodotto esiste ancora in qualche forma, e continuerà a esistere per secoli. Questa consapevolezza deve guidarci verso un futuro più sostenibile, dove l’innovazione e la responsabilità vanno di pari passo nella creazione di soluzioni alternative alla plastica.

 

 

1-Microplastiche nei pesci.. e a tavola! - Greenpeace Italia
2-Il macro problema delle micro e nano plastiche nei suoli (fondazionecapellino.org)